La bassa stagione ha una cattiva reputazione che quasi sempre non merita. Sulla costa keniota i mesi fuori dal picco si dividono in due categorie molto diverse fra loro, e confonderle porta ad aspettative sbagliate in entrambe le direzioni.
Aprile e maggio: le lunghe piogge
Sono i mesi piu' piovosi dell'anno. Le precipitazioni arrivano tipicamente sotto forma di rovesci intensi, spesso concentrati in poche ore, alternati a schiarite anche ampie. L'umidita' e' alta e la trasparenza del mare si riduce, perche' i corsi d'acqua portano sedimenti verso la costa.
In cambio si ottiene qualcosa che negli altri mesi non esiste: una costa praticamente vuota. Le spiagge sono deserte, i luoghi di interesse si visitano senza fila, e il paesaggio dell'entroterra e' al massimo della sua forza, con la foresta e i campi di un verde che nella stagione secca non si vede.
Giugno-settembre: il monsone di sud-est
Questi mesi non sono affatto una stagione piovosa, e chiamarli bassa stagione e' fuorviante. Le piogge sono scarse, ma il monsone di sud-est porta ventilazione costante e temperature piu' fresche rispetto a dicembre-marzo.
Per molti visitatori sono i mesi migliori in assoluto: si sta bene tutto il giorno, non c'e' l'afa della stagione secca, la costa e' molto meno affollata e le condizioni per le escursioni a terra sono ideali. Il vento puo' rendere il mare piu' mosso oltre la barriera, ma la laguna resta protetta.
Ottobre-novembre: le brevi piogge
La seconda stagione piovosa e' piu' breve e piu' clemente della prima. I rovesci sono tipicamente pomeridiani e passeggeri, e le giornate tra un temporale e l'altro possono essere limpide. E' un periodo di transizione che regala spesso condizioni migliori di quanto le statistiche suggeriscano.
Cosa fare quando piove
Su questa costa la pioggia raramente occupa la giornata intera, ma quando arriva e' abbondante. Avere una villa spaziosa con ampia zona living, terrazze coperte e uno chef che prepara i pasti cambia radicalmente l'esperienza di un pomeriggio di rovesci: si guarda l'acqua cadere invece di subirla.
Le escursioni all'entroterra si adattano bene anche a queste condizioni: le rovine di Gede e la foresta di Arabuko-Sokoke sono all'ombra, e con la pioggia recente la foresta e' al suo momento migliore.
Vale la pena?
Il monsone che cambia tutto
Il passaggio fra i due regimi di vento e' cio' che scandisce l'anno su questa costa. Il kusi, che soffia da sud-est nei mesi centrali, porta aria piu' fresca e ventilazione costante; il kaskazi, da nord-est, riporta il caldo e il mare piatto. Le stagioni piovose sono le fasi di transizione fra i due.
Capirlo aiuta a scegliere: chi cerca il mare piatto e l'acqua trasparente guarda al kaskazi, chi cerca temperature gestibili e giornate ventilate guarda al kusi. Non e' una questione di stagione buona o cattiva, ma di che cosa si vuole dalla vacanza.
I prezzi e la disponibilita'
Fuori dai mesi di punta la richiesta cala sensibilmente, e con essa la difficolta' di trovare posto su voli, trasferimenti ed escursioni. Chi ha flessibilita' sul calendario trova in questi periodi molto piu' margine di manovra rispetto a dicembre.
Anche le escursioni cambiano di carattere: la barriera, le rovine di Gede e la foresta si visitano con molte meno persone attorno, e le guide hanno piu' tempo da dedicare a ciascun gruppo. Per alcuni tipi di visita e' un vantaggio non trascurabile.
Dipende dall'obiettivo. Se il viaggio ruota attorno allo snorkeling e alla trasparenza dell'acqua, la stagione secca non ha rivali. Se invece si cerca calma, spazio e un contatto piu' diretto con il posto, i mesi fuori dal picco offrono una versione di Watamu che chi viene solo a dicembre non vedra' mai.
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