Un isolotto di mangrovie circondato dalle acque turchesi della costa di Watamu
Mangrovie lungo la costa di Watamu — foto: Queen Asali · CC BY 4.0 · Wikimedia Commons

Preparare un viaggio in Kenya e' piu' semplice di quanto sembri, a patto di occuparsi per tempo di due o tre cose che non si possono risolvere all'ultimo momento. Il resto e' una valigia leggera, perche' sulla costa serve poco.

Documenti e ingresso

Per entrare in Kenya occorre un passaporto in corso di validita' e un'autorizzazione elettronica al viaggio, da richiedere online prima della partenza attraverso il portale ufficiale delle autorita' keniote. I requisiti, la durata della validita' richiesta al passaporto e le modalita' di richiesta possono cambiare nel tempo.

Per questo motivo l'unica indicazione seria e' quella di verificare la situazione aggiornata sui canali ufficiali: il portale governativo keniota e le schede della Farnesina. Le informazioni trovate su blog e forum, questo compreso, invecchiano in fretta e non fanno testo.

Salute

A seconda del paese di provenienza e dell'itinerario possono essere richieste o raccomandate alcune vaccinazioni, e per alcune aree del paese si valuta la profilassi antimalarica. E' una valutazione che spetta a un medico o a un centro di medicina dei viaggi, da fare con settimane di anticipo e non nei giorni finali.

In valigia vale la pena avere un piccolo kit personale: i farmaci abituali con la relativa ricetta, un antipiretico, qualcosa per i disturbi intestinali, cerotti e un buon repellente per insetti. Una copertura assicurativa sanitaria per il viaggio e' una spesa che non si nota finche' non serve.

Valuta e pagamenti

La moneta e' lo scellino keniota. Le carte sono accettate nelle strutture e nei negozi piu' organizzati, ma per mercati, tuk-tuk e piccoli acquisti servono contanti, meglio se in tagli piccoli. Il cambio si effettua in banca o presso operatori autorizzati, mai per strada.

Il pagamento da telefono e' diffusissimo in Kenya e viene usato quotidianamente anche per importi minimi. Per un visitatore di passaggio resta comunque piu' pratico gestirsi con contanti e carta.

Cosa mettere in valigia

Per la costa serve poco e leggero: abiti in fibre naturali, costumi, un paio di capi a maniche lunghe per la sera e per le escursioni nella foresta, scarpe chiuse comode per Gede e Arabuko-Sokoke, ciabatte per la spiaggia. Una felpa leggera per le serate ventilate e per l'aria condizionata.

La protezione solare alta e' indispensabile e conviene portarla da casa. Cappello e occhiali da sole non sono accessori: a queste latitudini il sole e' verticale. Per lo snorkeling, maschera e boccaglio personali sono un investimento minimo che migliora molto l'esperienza.

Il Kenya usa prese di tipo britannico a tre poli: un adattatore e' necessario, e conviene averne piu' di uno. Una torcia o una lampada frontale e' utile piu' spesso di quanto si immagini.

Abbigliamento e contesto

La corrente e i dispositivi

Il Kenya usa prese di tipo britannico a tre poli e una tensione compatibile con quella europea: serve quindi un adattatore ma non un trasformatore. Conviene portarne piu' di uno, perche' i dispositivi da ricaricare in una vacanza sono sempre piu' di quanti se ne prevedano.

Una torcia o una lampada frontale e' utile piu' spesso di quanto si immagini, cosi' come un power bank per le giornate fuori. Sono due oggetti che occupano poco e che si rivelano preziosi durante le escursioni piu' lunghe.

Assicurazione e contatti utili

Una copertura assicurativa sanitaria per il viaggio e' fortemente consigliata e va sottoscritta prima della partenza. Vale la pena verificare che includa l'eventuale rientro sanitario e che copra le attivita' che si intende svolgere, snorkeling compreso.

Prima di partire conviene inoltre annotare i riferimenti della rappresentanza diplomatica italiana nel paese e registrare il viaggio sui canali ufficiali della Farnesina: sono due gesti che costano pochi minuti e che semplificano molto le cose nel caso improbabile in cui servano.

In spiaggia e in villa non ci sono vincoli. In citta', nei villaggi e nei luoghi di culto, spalle e ginocchia coperte sono la norma di rispetto, particolarmente sentita su una costa a forte presenza musulmana. Un pareo o una camicia leggera nello zaino risolvono la questione senza pensarci.

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